Stress Vs Benessere

Crisi e crescita personale

Quella che stiamo vivendo è a tutti gli effetti, oltre che un’emergenza, una crisi; passarci attraverso, superarla, può portare a una ristrutturazione cognitiva, a dei nuovi apprendimenti, ad una conoscenza più approfondita di noi stessi:

 

ad una crescita personale.

 

Ma come e perché accade questo? Per spiegarlo ho preso come esempio uno studio sulle conseguenze psicologiche dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. Nonostante sia un evento completamente diverso da quello che stiamo vivendo ora, si è trattato di un momento di forte crisi e possiamo quindi per certi versi prendere degli spunti per riflettere su ciò che stiamo vivendo oggi.

Senza farlo apposta, dopo aver scritto l’articolo ho trovato questo titolo sul sito de L’Eco di Bergamo:

 

Non sono quindi l’unica ad aver pensato a questo paragone!

Lo studio di cui parlerò mette in luce come le emozioni positive non scompaiano durante i periodi di stress, e come proprio queste siano funzionali per non farsi “abbattere” dalle difficoltà esterne. Vedremo che le persone resilienti sperimentano più facilmente emozioni positive, anche durante le avversità; ciononostante esistono dei modi per “allenarsi” ad essere più positivi e a stare, dunque, meglio. Tutto questo trova un’interessante applicazione anche in questo preciso momento storico, considerando i cambiamenti e le difficoltà che il Coronavirus ci ha posto di fronte.

 

Lo studio USA sull’11 settembre

Questo studio (Fredrickson, 2003 – vedi bibliografia) è andato ad indagare le emozioni e i vissuti sperimentati dai cittadini degli USA a seguito dell’attacco alle torri gemelle del 2001. Anche i cittadini statunitensi non toccati in prima persona dalla vicenda, si sono sentiti estremamente coinvolti e ne è seguito un periodo di forte crisi psicologica generale.

Infatti, la maggior parte del campione studiato, a seguito dell’attacco, ha sperimentato i seguenti vissuti:

 

È ancora troppo presto per fare un bilancio preciso delle conseguenze psicologiche del Coronavirus, ma posso immaginare che saranno molto simili.

 

Eppure, nel periodo che ha seguito l’attacco alle torri, le persone inaspettatamente provavano anche emozioni positive più intense del solito, come ad esempio:

  • Frequenti esperienze di gratitudine
  • Affetto
  • Vissuti d’amore

Perché? I sopravvissuti, e coloro che non erano stati toccati da vicino dalla tragedia, si sentivano probabilmente grati per la propria sicurezza e per la sicurezza dei propri cari, e consapevoli di questa fortuna. Provavano quindi un amore ritrovato per gli amici e per la famiglia ed il bisogno di esprimerlo. Il pericolo “scampato” era stato dunque l’occasione per molte persone di “fare un bilancio” della propria vita e dei propri affetti e di sentirsi fortunati e amati.

Queste emozioni positive erano fondamentali nell’aiutare le persone non soltanto a superare il momento di difficoltà; servivano anche per apprendere nuove modalità di far fronte ai problemi futuri, così da trasformare la crisi in crescita personale.

 

Resilienza e crisi

Ma riusciamo tutti a vivere in modo positivo una crisi e addirittura a trarne dei benefici?

La risposta è no.

Nello studio sopracitato, queste emozioni positive non erano provate da tutti; solo chi riusciva nella crisi a trovare il lato positivo e a non farsi abbattere la superava efficacemente, senza particolari strascichi psicologici. Queste persone vengono chiamate nello studio:

resilienti.

La resilienza era associata a una serie di benefici psicologici, sia nella vita di tutti i giorni che nel far fronte alle difficoltà mantenendo un atteggiamento “combattivo”.

Le persone resilienti:

  • sperimentano più facilmente emozioni positive
  • riferiscono di essere più soddisfatte dalla vita
  • si sentono ottimiste e generalmente tranquille
  • hanno maggiori probabilità di trovare un significato positivo nei momenti di difficoltà

 

La crescita dopo la crisi

Anche se ci si potrebbe aspettare che le crisi esauriscano le risorse psicologiche delle persone, in realtà le persone resilienti sembrano uscirne “più forti” di prima, più soddisfatti della vita, più ottimisti, più tranquilli – e probabilmente più resistenti ai futuri problemi che incontreranno sul loro cammino.

Ma perchè sperimentare emozioni positive durante le crisi porta ad una crescita personale?

Studi sugli effetti delle emozioni positive, hanno dimostrato che provarle non solo amplia e arricchisce le sfere dell’attenzione e del pensiero, ma facilita anche l’elaborazione delle informazioni. Ancora, studi longitudinali collegano le emozioni positive a un coping più efficace (come si affrontano e gestiscono i problemi).

Attingendo a queste evidenze, lo studio sull’11 settembre suggerisce che le emozioni positive vissute dagli individui resilienti hanno ampliato la loro attenzione e il loro pensiero e che questo ampliamento cognitivo a sua volta ha permesso di affrontare più efficacemente la situazione difficile, tamponando i vissuti di depressione e alimentando la crescita personale.

Vengono così acquisite nuove abilità e conoscenze, più sicurezza e padronanza delle proprie capacità per far fronte a eventi futuri.

 

Non è tutto “rose e fiori”

È importantissimo ricordare che le persone resilienti non sono supereroi, sempre allegri e con il sorriso.  Anche loro affrontano problemi e stress, provano rabbia, paura, tristezza. Non mostrare preoccupazione in una situazione di crisi sarebbe anzi sintomo che qualcosa non va!

Invece, compensano le esperienze negative con quelle positive: sono quindi commossi dalla tragedia nazionale ma non si fanno sopraffare da essa, soffocare; si focalizzano invece sugli insegnamenti che questa nuova esperienza porta con sè.

 

Come coltivare emozioni positive nelle crisi?

Tutto ciò fa sorgere spontanea una domanda: come “coltivare” le emozioni positive nella pratica, soprattutto in situazioni difficili? Certo, non è un “lavoro” facile da fare con noi stessi. Ci sarà a chi viene più facile, e a chi sembra impossibile. Allenarsi a fermarsi un attimo nella nostra preoccupazione, e chiedersi cosa c’è di positivo in ciò che stiamo vivendo o cosa sto imparando, può essere un buon punto di partenza. Oltre a questi piccoli consigli:

  • Cercare un significato positivo in ciò che ci sta accadendo
  • Apprezzare sotto altri punti di vista, diversi dai soliti, il significato della vita
  • Conoscere lati di noi stessi che ci erano “oscuri”, osservandoci nella nuova situazione
  • Riformulare gli eventi avversi in una luce positiva, perseguendo e raggiungendo obiettivi realistici nelle nostre giornate

 

Concludendo

Poiché le emozioni positive sono esperienze sottili e fugaci, risulta forse difficile immaginarle come molto importanti. Tuttavia, le emozioni positive “potrebbero non aver bisogno di essere intense o prolungate per produrre effetti benefici”. In effetti, qui abbiamo visto che in mezzo al tumulto emotivo generato dagli attacchi terroristici dell’11 settembre, esperienze sottili e fugaci di gratitudine, interesse, amore e altre emozioni positive sembravano tenere a bada i sintomi depressivi, e alimentare la crescita personale una volta passato il periodo di crisi.

 

 

Bibliografia

Fredrickson, Barbara L., et al. “What good are positive emotions in crisis? A prospective study of resilience and emotions following the terrorist attacks on the United States on September 11th, 2001.” Journal of personality and social psychology 84.2 (2003): 365. LEGGI QUI

Fredrickson, B. L., Mancuso, R. A., Branigan, C., & Tugade, M. M. (2000). The undoing effect of positive emotions. Motivation and emotion24(4), 237-258. LEGGI QUI

Reed, M. B., & Aspinwall, L. G. (1998). Self-affirmation reduces biased processing of health-risk information. Motivation and Emotion22(2), 99-132. LEGGI QUI

Moskowitz, J. T. (2001). Emotion and coping.

Aldwin, C. M., Sutton, K. J., & Lachman, M. (1996). The development of coping resources in adulthood. Journal of personality64(4), 837-871. LEGGI QUI

 

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Psicologa e psicoterapeuta in formazione. Ricevo nel mio studio in centro a Pavia dove mi occupo di counselling e supporto psicologico a sostegno di situazioni di disagio e/o difficoltà per giovani, adulti e anziani. Sono esperta in psicologia dell'invecchiamento e attualmente lavoro in una RSA. Ho collaborato a vari progetti in diversi luoghi del mondo e ho lavorato con rifugiati. Nel tempo libero studio e leggo, scrivo articoli, sono appassionata di cinema e fotografia e di sport all'aria aperta. Mi puoi contattare all'indirizzo: e.toccagni91@gmail.com.

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